TAORMINA 16-19 OTTOBRE 2008
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TERZO CONGRESSO NAZIONALE DI SELVICOLTURA

Per il miglioramento e la conservazione dei boschi italiani

16-19 ottobre 2008 - Taormina (Sicilia, Italia)


La selvicoltura si è evoluta nel tempo sotto la spinta propulsiva di due fattori: l’acquisizione di nuove conoscenze in campo scientifico; la consapevolezza dell’importanza del bosco per rendere vivibile il presente e possibile il futuro.

Il bosco è un bene ambientale e culturale di rilevante interesse sociale. Di conseguenza, la selvicoltura ha spostato in avanti i propri confini, passando dalla concezione classica di tipo prevalentemente produttivistico a quella attuale che si fonda sui principi della sostenibilità ambientale forestale.

La coltivazione del bosco si configura sempre più come cura e difesa di valori di interesse collettivo. Essa non può prescindere dal riconoscimento e dalla valorizzazione di beni e servizi legati alle funzioni ecologiche che fanno del bosco un presidio per la sicurezza del territorio e una componente della qualità ambientale. Tra questi i più rilevanti sono:

- la conservazione del suolo e delle risorse idriche: i sistemi forestali riducono la vulnerabilità del territorio, attenuano gli effetti delle calamità e dei processi degradativi del suolo quali eventi idrologici estremi, fenomeni di desertificazione e favoriscono l’accumulo delle risorse idriche;

- la conservazione della biodiversità: gli habitat forestali rappresentano presidi per la tutela di specie vegetali e animali e delle connesse risorse genetiche;

- la mitigazione dei cambiamenti climatici e la purificazione dell’aria e dell’acqua: gli ecosistemi forestali hanno l’attitudine di assorbire gli inquinanti presenti nel suolo, nell’aria e nell’acqua, fattore essenziale per la qualità della vita, e la capacità di fissazione del carbonio atmosferico, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici come previsto dal Protocollo di Kyoto;

- la produzione, la certificazione e la filiera legno: le foreste sono fonte di materia prima rinnovabile insostituibile, valorizzata dalla certificazione dei prodotti e dai processi di filiera, con vantaggi di ordine economico e sociale, derivanti anche dalle produzioni non legnose;

- la protezione dell’identità paesaggistica dei territori: i sistemi forestali e agro-forestali caratterizzano il paesaggio e contribuiscono alla riconoscibilità dei valori storici e culturali.

Il patrimonio forestale costituisce un sistema biologico complesso di utilità sociale e deve essere protetto e difeso dalle avversità biotiche e abiotiche – dovute anche ai cambiamenti climatici in atto – tra le quali fitopatie, pascolo incontrollato, eventi idrologici estremi, incendi, inquinamento...

La selvicoltura è una attività a alti costi e bassi redditi e richiede una politica forestale e ambientale che preveda un sistema di incentivazione e, qualora siano imposte restrizioni all’uso del bosco, un sistema di compensazione per i mancati redditi.

La crescente sensibilità sui temi della protezione dell’ambiente suscita un rinnovato interesse del mercato verso alcune tipologie di prodotti legnosi e non, in grado di soddisfare consumi più responsabili e a ridotto impatto ambientale, con particolare riferimento:

- alla domanda di energia da fonti rinnovabili: oltre alla tradizionale legna da ardere, le biomasse forestali possono contribuire alla produzione di energia;

- alla domanda di legno come materiale da costruzione ottimale per le esigenze del costruire e dell’abitare sostenibile: il legno ha elevata efficienza strutturale, ottime caratteristiche termiche e antisismiche, ed è bilancio neutrale di CO2.

Queste sollecitazioni del mercato, se governate da adeguate politiche forestali e ambientali, possono costituire un incentivo per la promozione di una nuova imprenditorialità legata alla filiera legno alimentata da materia prima locale. L’attività selvicolturale in tal modo diviene motrice di sviluppo locale all’interno di un sistema economico integrato nel territorio.

D’altra parte, fattori storici di degradazione tuttora presenti (incendi, pascolo incontrollato, utilizzazioni forestali non razionali) soprattutto nei contesti territoriali mediterranei hanno profondamente alterato l’efficienza bioecologica di molti boschi italiani. In questi ambiti, il costo degli interventi selvicolturali trova legittimazione e deve essere sostenuto in una prospettiva più ampia, legata alla generazione e al recupero di servizi ambientali strategici per la difesa della qualità ambientale e dell’attrattività del territorio. Da qui la necessità di sperimentare l’introduzione, ove tecnicamente fattibile e economicamente remunerativo, di forme di pagamento-remunerazione diretta per l’offerta di tali servizi, da elaborare all’interno di ben definite strategie di marketing territoriale.

Questo variegato scenario rende evidente quanto sia importante il ruolo della selvicoltura anche al di là della coltivazione e del miglioramento dei boschi esistenti. Si pensi, a esempio, alle crescenti esigenze di rimboschimento connesse alla mitigazione dei processi di desertificazione o all’attuazione del Protocollo di Kyoto, all’elaborazione di modelli di gestione sostenibile per gli impianti forestali «fuori foresta» per la produzione di biomasse, alla creazione e gestione di fasce boscate con funzioni di fitodepurazione negli ambienti agricoli, alla tutela e espansione del verde urbano.

Il Congresso è organizzato dall’Accademia Italiana di Scienze Forestali, dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Regione Siciliana, con la collaborazione della Consulta Nazionale per le Foreste, il Legno e la Carta, con la Fondazione San Giovanni Gualberto e con l’adesione della FAO, della Commissione Europea agricoltura e sviluppo rurale, delle più importanti istituzioni accademiche e scientifiche italiane, delle principali organizzazioni professionali e del settore produttivo e industriale, del mondo ambientalista e naturalista. Il Congresso si propone come momento di discussione per elaborare risposte esaurienti, sul piano scientifico e tecnico-programmatico, in merito ai temi indicati. In particolare, la consapevolezza dell’importanza della selvicoltura richiede una comprensione approfondita e rigorosa del bosco e delle sue interazioni con il resto della biosfera e con la società. Queste conoscenze devono essere integrate in un sistema di valori condivisi, affinché il rispetto della complessità ecosistemica e delle esigenze sociali e economiche divengano parte della cultura e elemento di progresso.

In questo quadro, a fronte delle sfide a cui è chiamata la selvicoltura nel terzo millennio, il Congresso si propone di pervenire a sintesi scientifiche innovative e propositive, proiettate al futuro, per la piena integrazione e implementazione del concetto di gestione sostenibile nello scenario di compiti e responsabilità distribuite tra i molteplici soggetti pubblici e privati coinvolti, a livello nazionale e locale. Il congresso si svolgerà prima della “Pan-European Forestry Week” che sarà organizzata dalla FAO in collaborazione con UNECE, MCPFE ed EU con la finalità di rafforzare il settore forestale europeo.